Guai ai vincitori (1/3)

Questa legislatura, la XVIII, è partita molto male: la Coalizione di Centro-Destra ha preso circa il 37% dei voti, il Movimento 5 Stelle quasi il 33%, il Pd con i suoi alleati circa il 23% e Liberi e Uguali poco più del 3%.

Sarà un problema governare per chiunque.

Il titolo del post, tuttavia, non riguarda questa legislatura, ma più genericamente l’organizzazione politica italiana, tale da deresponsabilizzare i politici.

In questo post verranno proposti alcuni esempi semplici ed eclatanti: il numero dei parlamentari e due difficoltà senza senso che il Presidente del Consiglio può trovarsi ad affrontare. Una anche senza via d’uscita, l’altra con una via d’uscita controversa

Si continuerà in un secondo post dando una soluzione semplice alle due difficoltà.

Molti altri post arriveranno.

Una Repubblica Parlamentare con Parlamentari deresponsabilizzati

I parlamentari italiani eletti sono 945, troppi perché ognuno dei quasi mille possa sentirsi di fare la differenza. Ciascuno può dire che durante la legislatura ha cercato di rappresentarci al meglio e che la colpa è degli altri! E noi elettori possiamo solo star zitti e subire o… sparare nel mucchio e sempre subire.

Presidente del Consiglio con problemi

Un primo esempio di difficoltà

Il secondo comma dell’art.92 della Costituzione recita:

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.

Se c’è un disaccordo con il Presidente della Repubblica sul nome di un ministro, è ovvio che per il neo nominato Presidente del Consiglio è più veloce proporne un altro. Tuttavia, come una soluzione ai problemi italiani non può essere improvvisata, così le persone che devono mettersi al lavoro dopo la campagna elettorale per realizzare il programma presentato alle elezioni, non possono essere trovate o sostituite all’ultimo momento.

Un secondo esempio di difficoltà

Nessun ministro in Italia può essere costretto a dimettersi se non vuole, senza entrare in controversie costituzionali. Ciò porta ad una seconda difficoltà senza senso che il Presidente del Consiglio può trovarsi ad affrontare insieme alla sua maggioranza. Se tra il Presidente del Consiglio ed un ministro sorge un disaccordo tale da bloccare il governo, non potendo mantenere la parola data agli elettori, il Presidente del Consiglio può trarre la decisione di dimettersi e far così automaticamente cadere l’intero governo. Ma in tal caso per i mezzi di informazione il Presidente del Consiglio e la sua maggioranza avranno fallito e si aprirà davanti a loro una strada tutta in salita.

Non si scelse questa via nella penultima legislatura conclusa (la XVI), quando il ministro Tremonti sotto l’ultimo Governo Berlusconi era in disaccordo con il Presidente del Consiglio, con tutti i suoi colleghi ministri e con la maggioranza parlamentare che sosteneva il Governo. Il ministro non permise di mantenere le promesse elettorali economiche. Il governo poi cadde per altri motivi.

Come scritto all’inizio, sarà il prossimo post dal titolo “Responsabilizzare il Presidente del Consiglio si può (2/3)” a dare una soluzione semplice alle due difficoltà qui segnate che il Presidente del Consiglio può trovarsi ad affrontare.

Anticipiamo che non consiste nel dare più poteri al Presidente del Consiglio. È un’idea nuova, semplice, a cui sarà difficile dire di no.

In un successivo post “Repubblica Parlamentare più responsabile (3/3)” si tornerà sui troppi parlamentari.

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